

















“Chiamate, vi prego, il mondo la valle del fare anima. Allora scoprirete a che serve il mondo!”
John Keats
Note bibliografiche
Intestazione
la frase citata nell'intestazione di queste pagine ("Chiamate, vi prego, il mondo la valle del fare anima. Allora scoprirete a che serve il mondo!”) è tratta da una lettera che John Keats scrisse al fratello George nel 1818, dove l'originale inglese recita: "Call the world if you please 'The Vale of Soul-making.' Then you will find out the use of the world — (I am speaking now in the highest terms of moral existence,) I mean by soul being that which you and I are; — Do you not see how necessary a World of pains and troubles is to school an Intelligence and make it a Soul?".
Questa affermazione ha avuto un ruolo centrale nel pensiero dello psicologo James Hillman, tanto da divenire il fondamento concettuale della sua opera principale, "Re-Visioning Psychology" (1975). Nel primo capitolo dell'opera, Hillman si cimenta con l'operazione di trasformare l'intuizione poetica in fondamento psicologico:
- L'Anima come Processo Dinamico
Per Hillman, come per Keats, l'anima non è un'entità statica ma un processo in divenire. Non possediamo un'anima già formata; l'anima viene continuamente forgiata attraverso le esperienze vissute.
- Conflitto come indizio della chiamata
A differenza degli approcci tradizionale che vedono i sintomi come disturbi da eliminare, Hillman considera la patologia come indizio di significati mitici più profondi. Le difficoltà e le sofferenze sono passaggi necessari nel processo di "soul-making."
- Immagine ed Immaginazione
Hillman enfatizza che il lavoro psicologico deve coinvolgere radicalmente l'immaginazione. Come suggerisce la metafora poetica di Keats, l'anima nasce dall'incontro tra l'intelligenza e il mondo delle immagini, dei miti, dei sogni, non dalla fredda razionalità.
- Radice Terrena dell'Anima
La parola stessa "vale" (valle) collega l'anima al terreno, alla fisicità. Hillman sostiene che l'anima ha radici nella terra, nel corpo, nell'emotività, è qualcosa di oscuro, misterioso, umido, che scende nelle profondità piuttosto che ascendere verso sfere celesti.
- Critica all'Autorealizzazione
Hillman critica il concetto psicologico di self-actualization perché, secondo lui, tende a focalizzarsi positivamente sul successo e sulla crescita armoniosa, tralasciando invece gli aspetti caotici, multipli e disgregativi dell'anima che sono essenziali per il vero “fare anima. ”La valle del fare anima" è un'immagine particolarmente significativa perché rende esplicito il carattere attivo del processo keatsiano: l'anima non esiste, si fa. È proprio questa visione dinamica che Hillman assume come pilastro della sua Psicologia Archetipica.
Sulla frase "viene effettuata attraverso l'amore"
Freud scrisse a Jung la sua prima lettera il 6 dicembre 1906, dalla sua abitazione/studio di Vienna (Berggasse IX). Sembra che fu proprio in questa lettera che Freud utilizzò l'espressione che è poi diventata celebre: “la cura viene effettuata attraverso l'amore”. Alcune fonti riportano la traduzione più articolata: "la psicoanalisi è, in essenza, una cura attraverso l'amore". Volendo essere rigorosi però, bisogna dire che nelle lettere pervenuteci non si evidenzia un'espressione del genere; l'espressione quindi potrebbe provenire da fonti orali.
Sull'Alchimia psichica
L'alchimia è stata forse l'ossessione di Carl Gustav Jung. Egli la considerava una disciplina proto-psicologica in cui i processi materiali descritti dagli alchimisti (la trasformazione del piombo in oro) erano, in realtà, proiezioni inconsce di un processo di trasformazione psichica interna: l'individuazione.
Qui di seguito provo a riassumere alcuni concetti chiave:
- L'Inconscio
Jung postulò che gli antichi alchimisti non conoscessero ancora l'inconscio come dimensione autonoma. Per comprendere i loro sogni, visioni e le trasformazioni della materia, proiettavano i contenuti dell'inconscio collettivo (gli archetipi) sulla materia chimica. La materia (materia prima), corrisponderebbe alla psiche umana grezza. L'Oro Philosophale sarebbe allora il simbolo dello stato psicologico finale: la Totalità o il Sé, raggiunto attraverso l'integrazione delle parti scisse della personalità.
- Il Processo Operativo come Mappa Psichica
Jung ha equiparato le fasi alchemiche con le fasi dell'individuazione:
Nigredo: Putrefazione, decomposizione. In psicoanalisi corrisponde allo sprofondamento nella depressione, al confronto con l'Ombra, al sentirsi persi. È la fase dolorosa, ma necessaria che porta alla decomposizione delle strutture rigide dell'Io.
Albedo: Purificazione. Rappresenta l'emersione dell'anima (in senso junghiano) o dell'Anima/Animus dalla materia oscura. È spesso associata alla chiaroveggenza e alla riflessione.
Citrinitas: Trasformazione in "oro solare" (spesso incorporata all'Albedo o alla Rubedo nei testi successivi). Simboleggia la luce della coscienza che si integra con l'oscurità.
Rubedo: La creazione della pietra filosofale. L'unione degli opposti (coniunctio oppositorum), l'integrazione definitiva di Spirito e Materia, Coscienza e Inconscio. È la realizzazione del Sé.
Il raggiungimento della pietra filosofale è, per Jung, l'individuo che diventa Sé.
- Il Concetto di Unio Mentalis e la Trasmutazione
Per Jung, la finalità del processo alchemico è la trasmutazione dell'essere. Mentre l'alchimista credeva di cambiare la natura della materia, Jung sostiene che invece stava cambiando la propria natura interiore. La sofferenza psichica (Nigredo) non è da evitare, ma è il "fuoco" necessario per la trasformazione. L'alchimia offre a Jung un linguaggio simbolico antico per validare le sue scoperte cliniche, mostrando che l'archetipo del "Sé" è universale e ricorrente nella storia umana: gli alchimisti erano “geni del simbolismo involontario”.
Riferimenti Bibliografici Essenziali
- Psicologia e Alchimia (Psychologie und Alchemie, 1944/1952)
- Mysterium Coniunctionis (Mysterium Coniunctionis, 1955-1956)
- La Psicologia del Transfert(Psychologie der Übertragung, 1946)
- Archetipi dell'Inconscio Collettivo (Vol. 9/I)